Avvisi

Carissimi,

finalmente!

Da domani, lunedì 18 maggio, si potrà venire in chiesa a partecipare di persona alla celebrazione della santa Messa.

Abbiamo atteso tanto questo momento e ora non ci sembra vero!

Mi colpisce che si ricominci di lunedì, cioè da un giorno feriale, quasi per farci accorgere dall’ordinarietà del fatto. Noi sacerdoti non abbiamo mai smesso di celebrare, anche se non c’erano i fedeli, proprio perché il mistero di Gesù morto e risorto è il fondamento e la fonte della nostra salvezza.

Questo tempo di pandemia ci ha impedito di essere presenti di persona a questo evento e adesso poter ricominciare a partecipare ci fa ritrovare il gusto della nostra decisione.

Sentivo, in questi giorni, qualcuno che faceva un paragone proprio a questo proposito, dicendo che sarà un po’ come quando si subisce un trauma fisico, come la rottura di una gamba… Poi segue un periodo, che definiscono “riabilitazione”, durante il quale si ricomincia pian piano ad usare quella funzione, però anche con gradualità e prudenza, perché se si fanno le cose troppo in fretta rischia di riprendere i dolori che il trauma ha causato. Pertanto osservare con serietà le regole che ci sono state indicate e che troverete su un cartello all’ingresso della chiesa, penso che possa creare un clima di serenità e di gioia nelle nostre celebrazioni.

Ritornare a Messa non sarà riprendere un’ abitudine, ma accorgerci quanto ci sia mancata la presenza reale del Mistero: noi in Lui e Lui in noi, come ci ricorda il Vangelo di oggi, perché solo così saremo veramente suoi discepoli.

Non sarà principalmente il tornare a vederci e incontrarci, anche se a dovuta distanza, che ci farà rivivere e gioire ma innanzi tutto il poterLo incontrare di persona come il bene più grande della nostra vita.

Ringraziamo insieme il Signore anche per tutte le cose belle che ci ha donato fin qui. Il Signore cammina con noi. Siamo nel Cenacolo, ci prepariamo alla Pentecoste.

Buona settimana e… a presto!

                                                             Don Alfredo

Bussana, 18 maggio 2020

Sesta Domenica di Pasqua